Per gentile concessione del settimanale diocesano “La Voce del Popolo” riportiamo di seguito il testo pubblicato sul n° 38 del 2025, che ha concluso la serie di appuntamenti che ha visto il giornale impegnato a riscoprire il tesoro delle Pievi della nostra diocesi: tra queste, non poteva certo mancare la nostra Pieve di Sant’Antonino, che è stata visitata lo scorso 19 ottobre. Buona lettura.
«Domenica 19 ottobre alle 9.30, si terrà l’ultimo appuntamento del “Tour delle Pievi”, la rassegna organizzata dal nostro settimanale in collaborazione con la Fondazione Provincia di Brescia Eventi. La chiesa della Pieve di sant’Antonino, oggi Basilica, ha avuto da secoli un ruolo preminente nella Valle. Anche per questo ha subito modifiche e si è arricchita di molte opere d’arte. In essa hanno lavorato artisti quali Scalvini, Savanni (discepolo del Tiepolo), Corbellino e Carboni.
Tra le opere maggiori vi si ammira la splendida Cappella dedicata alla Vergine, quella dedicata al SS. Sacramento ed un crocifisso ligneo seicentesco, opera caratterizzata da una forte drammaticità. Nella controfacciata è visibile un maestoso affresco che rende omaggio a San Paolo VI; nel lato sinistro dell’affresco sono visibili, dentro una nuvola, alcune Chiese di varie confessioni cristiane che indicano la grande apertura del Pontefice concesiano. Nella chiesa si trova il fonte battesimale dove il 30 settembre 1897 venne battezzato Paolo VI.
Un recente scavo archeologico, oggi ricoperto, ha portato alla luce un breve tratto di muratura in pietrame e malta appena sotto le fondazioni settecentesche dei pilastri delimitanti l’aula e la cappella laterale delle reliquie posta a Sud. In base alla muratura indagata, orientata est-ovest, erano un pavimento in calce e ghiaietto con sottostante vespaio in ciottolame poggiante su un battuto di cantiere in argilla nel quale vi era una buca da palo realizzata per i ponteggi della fabbrica. Alla muratura si appoggiava una platea di fondazione formata da grosse pietre legate da malta che è stata identificata come base di fondazione di un campanile. Di particolare interesse è stata la scoperta di una traccia di pavimentazione in malta e ghiaino sulla quale sono state raccolte alcune tessere di mosaico bianco e nero; nonostante la presenza nel vespaio sottostante di frammenti ceramici d’età romana, non è stato possibile definire con certezza la cronologia della muratura per mancanza di livelli certi in connessione. La Pieve di Concesio, dedicata a San Antonino martire di Piacenza, abbracciava un rilevante territorio: da Cogozzo, confinante con Sarezzo, alla Valtrompia centrale, cosiddetta “Cà d’Èsem” ovvero “Stocchetta”, posta a sud nei pressi di Brescia. Data la sua vicinanza alla città è probabile che questa pieve sia stata canonicamente fondata intorno al secolo IX, con ogni verosimiglianza in un luogo di culto preesistente, trasformando un vecchio “oratorium”. La parrocchiale di San Antonino venne consacrata da mons. Gerolamo Vascherio, ausiliario del vescovo di Brescia, il card. Francesco Corsaro il 19 agosto1540. La chiesa conservava il titolo di Pieve, ma si ignorava da chi fosse stata fondata. Abbastanza ampia in rapporto al numero dei fedeli, era ricoperta da tavelloni, con una navata centrale lunga 28 metri e mezzo e larga circa 8 metri e mezzo, mentre la navata laterale, sul lato sinistro, era ampia quasi 11 metri e mezzo; a lato era posta la porta maggiore, utilizzata dalla popolazione, mentre quella piccola stava al centro della facciata; attraverso un’altra porta, collocata sul fianco sinistro, usata dal rettore, si entrava nel campanile e nella canonica adiacente alla chiesa che era priva di organo; dietro alla medesima c’era il cimitero, abbastanza ampio».
(copyright: Guido Vecchi – La Voce del Popolo n° 38 del 2025)










