Luoghi montiniani a Concesio

 

Casa natale di Papa Paolo VI

La casa natale è situata in via Rodolfo da Concesio al civico 24, nel centro del Comune di Concesio. È una casa nobiliare, eretta dai Conti di Lodrone. Dalle caratteristiche architettoniche tuttora evidenti risulta che la costruzione risale al 1400; da una meridiana che porta la data del 1658, all’interno del cortile, si può dedurre che rifacimenti e aggiunte si protraggono fino al 1700.

La casa, con altre proprietà e terreni annessi, venne acquistata dalla famiglia Montini nel 1863, e precisamente dal nonno di Paolo VI Gaetano Montini. In questa casa, tuttora proprietà dei Montini, alle ore 22 del 26 settembre 1893 nascerà Papa Paolo VI.

Assieme ai figli, la famiglia Montini passava l’estate nella dolce casa di Concesio, lasciando l’altra abitazione di via delle Grazie a Bresscia. Nella verde Val Trompia, Giovan Battista – futuro Papa Paolo VI – e i fratelli Lodovico e Francesco impararono le prime nozioni di catechismo, giocarono rincorrendosi nei campi, coltivarono amicizie sincere con la nobile gente del posto.

Luogo che Paolo VI non dimenticherà più e sempre, quando invitato nelle grandi e piccole occasioni, vi farà ritorno con grande gioia. Una lapide posta sulla facciata della casa ricorda i giorni qui trascorsi dal giovane Giovan Battista, 

Il 26 settembre 1897 in questa casa nacque Giovanni Battista Montini
elevato al sommo pontificato con il nome di Paolo VI.
Annunciò al mondo la civiltà dell’amore che fanciullo apprese fra queste mura.»

La chiesa Parrocchiale

Basilica Romana Minore – S. Antonino Martire

La Pieve di Concesio, dedicata alla Vergine Assunta e solo tardivamente a S. Antonino martire di Piacenza, abbracciava un rilevante territorio. Data la sua vicinanza alla città, è probabile che questa pieve sia stata canonicamente fondata intorno al secolo IX.

La parrocchiale di S. Antonino venne consacrata il 19 agosto 1540. Dagli atti della visita compiuta il 23 marzo 1580 da mons. Vincenzo Antonini, mandato dal visitatore apostolico cardinal Carlo Borromeo, si dichiara che la parrocchiale di S. Antonino, rivolta ad oriente, era antica, ornata abbastanza decentemente e dotata di cinque altari, con campanile, cimitero posto sul lato sinistro rispetto all’ingresso della chiesa, canonica sufficientemente ampia e decente.

 All’arciprete Coradelli si deve la benemerenza di aver dotato la parrocchiale di un organo il 31 gennaio 1650. Nel 1727 Giovan Battista Marchetti, capomastro e poi architetto del duomo nuovo di Brescia, venne pagato per la costruzione della cappella del SS. Sacramento. Secondo Sandro Guerrini, “questa cappella, insieme alle due laterali, fa parte dell’ultimo ampliamento della parrocchiale di Concesio”.

Le due altre cappelle sono adiacenti a quella del Santissimo, dedicate rispettivamente a S. Carlo e a S. Caterina d’Alessandria, che sarebbe stata costruita dal Marchetti nel 1727-1730 insieme al presbiterio e alla facciata. Nel 1733 Daniele Olmi scolpì a Brescia lo splendido Cristo spirante.

Carlo Sabatti

Fonte battesimale

Ecco, mi piacerebbe, terminando, d’essere nella luce 

A questo anelito di Giovan Battista Montini fa eco la cappella che, nella luce, invita a lasciarsi guidare dalla Luce

La realizzazione dell’opera è stata affidata a Gabriella Furlani, nata a Maracay (Venezuela) e residente a Prato, vincitrice del concorso; di Francesco Landucci di Firenze è la vetrata.

La cappella è stata completamente ristrutturata e ripensata seguendo un’idea di bellezza e linguaggi estremamente attuali, ma anche riprendendo importanti e antiche simbologie cristiane che rimandano alla radice del Sacramento battesimale e alla venerata figura di Sua Santità, il beato Papa Paolo VI, che a questo fonte, riportato alle forme originali, venne battezzato il 30 settembre del 1897.

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In alto, nella parete di fondo, è collocata una lunetta da cui si irradiano sette raggi luminosi, indicanti i doni dello Spirito Santo, che scendendo vanno a confluire in un’unica luce, spezzando l’architrave e aprendo le ante di un grande portale. Alla punta d’argento e al colore è dato scandire su queste porte il movimento del vento e dell’acqua che attraversa la terra, appena accennata nel lembo inferiore. Al termine della sua discesa, la luce dello Spirito conduce al centro del pavimento, dove è scavato un ottagono, l’ottavo giorno, simbolo della Risurrezione di Cristo e completamento della Creazione.

Qui la presenza dell’acqua simbolica e purificatrice, ottenuta a bassorilievo in grassello e lamina d’argento e circondata da terra proveniente dalla casa natale del pontefice, da Roma e dalla Terra Santa, è coperta da un ottagono di cristallo che sostiene e corona il fonte. Per il pavimento, che incorpora lo stemma papale, è stato scelto lo stesso tipo di travertino utilizzato per la lastra tombale di Paolo VI, oggi collocata nella cappella laterale, ricongiungendo simbolicamente i momenti estremi della sua esistenza terrena.

La parete di destra, lavorata interamente con punta d’argento e pigmenti naturali su marmorino e grassello, suggerisce un volo d’ali di angeli su una culla. Questa scelta fa riferimento ad una singolare coincidenza che Paolo VI amava sottolineare: S. Teresa di Lisieux, Dottore della Chiesa, al momento della morte pregava il Signore di concederle la possibilità di volare sulle culle dei bambini battezzati quel giorno. La Santa moriva il 30 settembre 1897, lo stesso giorno in cui Giovan Battista Montini veniva battezzato.

A sinistra, nella scultura di cristallo di Francesco Landucci che funge da vetrata, filtrando e dando forma alla luce naturale, il serpente riporta al male originale che solo il Battesimo “con lo Spirito Santo e con il fuoco” ha sconfitto. Una goccia di cristallo scende dal serpente, lacrima di sofferenza per il peccato nel mondo. Le spire del serpente ritornano nella base del cero pasquale, anch’esso decorato in cristallo secondo l’antica simbologia della tradizione cristiana.

All’ingresso della cappella battesimale è stata collocata una splendida icona devozionale scritta e donata dall’iconografo bresciano Carlo Richiedei.

La Cappella del Beato Paolo VI

Accanto al fonte battesimale è stata realizzata, dopo la beatificazione di Papa Paolo VI, una cappella a lui dedicata.

La grande pala posta sopra l’altare e le altre tele che ricordano tre momenti fondamentali dell’apostolato del Pontefice concesiano (l’abbraccio ad Atenagora I nel 1964 e la visita all’ONU nel 1965 e l’incontro con S. Madre Teresa di Calcutta), sono opera dell’artista di Luciano Perolini, di Crema.

Nelle teche laterali all’altare sono poste due talari indossate da Montini: papale ed episcopale. Nelle teche collocate alla sinistra dell’altare, vi sono oggetti donati alla Parrocchia e al Comune di Concesio: la mitra e lo zucchetto usato nel suo viaggio in Terra Santa, un busto in bronzo di E. Manfrini, una croce proveniente da Gerusalemme, l’atto fotostatico del battesimo sormontato da uno splendido Crocifisso ligneo del Seicento, un calice e una patena (dono dei Padri Sinodali), due pissidi usate dal Papa, un servizio battesimale, la copia della cazzuola e del martello, dell’artista A. Tot, usati nell’Anno Santo del 1975 per aprire la porta santa.

Davanti all’altare la lastra tombale del Pontefice precedentemente collocata nelle grotte vaticane, dono di Sua Santità Papa Francesco.

Collezione Paolo VI – Arte contemporanea

Le parole pronunciate da Papa Paolo VI il 7 maggio 1964 agli artisti riuniti nella Cappella Sistina condensano il significato di un messaggio a lungo meditato, e di un impegno a favore di pittori, scultori, musicisti e poeti, cui raramente nel passato l’autorità ecclesiastica aveva prestato tanta attenzione. L’eredità viva del messaggio montiniano sta tutta nell’aver saputo cogliere, con finezza di pensiero e lungimiranza d’azione, quella spinta propulsiva generata dall’atto creativo, espressione eletta del trascendente, incarnazione della presenza divina sulla Terra.  Dopo la visita in anteprima di Papa Benedetto XVI l’8 novembre 2009, la nuova sede espositiva dell’Associazione Arte e Spiritualità, edificata a Concesio nei pressi della casa natale del pontefice bresciano, apre al pubblico all’inizio del 2010, assumendo la denominazione di Collezione Paolo VI – arte contemporanea. Vicino agli spazi museali, a questi collegati, sorgono la sede dell’Istituto Paolo VI, l’Auditorium Vittorio Montini e la casa natale di Papa Paolo VI.  La Collezione Paolo VI, nuovo museo dell’Associazione Arte e Spiritualità, raccoglie ed espone il patrimonio di settemila dipinti, disegni, stampe, medaglie e sculture del ’900 appartenute a Papa Paolo VI. Tra gli autori rappresentati nella Collezione spiccano i nomi di Matisse, Chagall, Picasso, Dalí, Magritte, Rouault, Severini, Morandi, Fontana, Manzù, Hartung, Guitton: una testimonianza del vivo scambio culturale degli artisti con il pontefice e con il suo segretario Pasquale Macchi. Sito web ufficialewww.collezionepaolovi.it

Visita dei Papi a Concesio

 

Giovanni Paolo II a Concesio

Concesio – Domenica, 26 settembre 1982

Carissimi!
Grande è la mia gioia nel trovarmi oggi qui, a Concesio, parrocchia del Bresciano, nella quale il 26 Settembre di 85 anni fa nasceva il mio indimenticabile predecessore, Giovanni Battista Montini, diventato Papa col nome di Paolo VI.

Noi tutti, qui, a Concesio, desideriamo anzitutto ricordare nella preghiera Paolo VI, ma, allo stesso tempo, vogliamo rivivere alcuni aspetti salienti della sua ricca e complessa opera e riascoltare la sua parola di alto Magistero.

 

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Benedetto XVI a Concesio

Concesio – Domenica, 8 novembre 2009

Cari fratelli e sorelle!

Con questo incontro si chiude la Visita pastorale a Brescia, terra natale del mio venerato Predecessore Paolo VI. Ed è per me un vero piacere concluderla proprio qui, a Concesio, dove egli nacque ed iniziò la sua lunga e ricca vicenda umana e spirituale.

Ancor più significativo – anzi emozionante – è sostare in questa vostra chiesa che è stata anche la sua chiesa. Qui, il 30 settembre 1897, egli ricevette il Battesimo e chi sa quante volte vi è tornato a pregare; qui, probabilmente, ha meglio compreso la voce del divino Maestro che lo ha chiamato a seguirlo e lo ha condotto, attraverso varie tappe, sino ad essere suo Vicario in terra.

 

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