La Patrona, Santa Giulia, e gli altri Santi
Cenni agiografici di Santa Giulia
Secondo la Passio, Giulia era una giovane cristiana, di nobile famiglia, originaria di Cartagine. Durante la persecuzione da parte dei Vandali, fu ridotta in schiavitù e venduta a un mercante di nome Eusebio che, seppur pagano, rispettava le doti spirituali e la grande devozione della ragazza, tanto da proporle di prenderla in moglie se solo avesse abbandonato la sua fede cristiana; ma Giulia, volendosi dedicare completamente a Dio, preferì rimanere schiava.
Durante uno dei frequenti viaggi nei quali Eusebio la portava con sé, avvenne un naufragio che spinse la nave dove si trovava Giulia ad attraccare in Corsica. Mentre Eusebio partecipava ad alcuni riti pagani, il pretore del luogo, Felice Sassone, avendo saputo della presenza della bella fanciulla sulla nave di Eusebio, cercò di convincerla ad adorare le divinità pagane offrendole in cambio la libertà; ma di nuovo Giulia non volle cedere e, minacciata di morte, si proclamò orgogliosa di essere stata chiamata a condividere le sofferenze del suo Signore.
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Felice, spazientito dalla serafica calma della giovane, ordinò che venisse torturata: venne percossa, spogliata e frustata, graffiata con degli uncini e legata ad un albero prima per i capelli e poi per le braccia; le furono anche strappati i seni che, scagliati contro la roccia, fecero sgorgare due sorgenti d’acqua cristallina. Esasperato, Felice la condannò a morte: Giulia venne quindi crocifissa come Cristo.
Secondo la leggenda, quando Giulia spirò, l’anima le uscì dalla bocca sotto forma di una colomba volata verso il Paradiso. I monaci benedettini della vicina isola di Gorgona sarebbero stati informati dagli angeli dell’accaduto e si sarebbero immediatamente recati in Corsica per deporre dalla croce il corpo della santa, portarlo sulla loro isola e seppellirlo.
Nel 762 l’ultimo re longobardo Desiderio e sua moglie Ansa fecero traslare il corpo della santa dal monastero benedettino dell’isola di Gorgona al monastero di San Salvatore a Brescia, che da quel momento in poi divenne noto come monastero di San Salvatore e Santa Giulia.
In età napoleonica, con la soppressione degli ordini religiosi, le reliquie di Santa Giulia iniziarono una lunga peregrinazione che toccò diverse chiese della città: nel 1797 vennero spostate nella chiesa di San Pietro in Oliveto in Castello dove rimasero fino al 1849, quando vennero traslate nella vicina chiesa del Santo Corpo di Cristo (San Cristo), dove sostarono fino al 1957, quando furono portate nel nuovo Seminario di Santa Maria Immacolata. Infine il 24 maggio 1969 le sue spoglie giunsero presso la Parrocchiale del Villaggio Prealpino, dove si trovano ancora oggi.
Santa Giulia a Costorio
La diffusione del culto di Santa Giulia a Costorio, secondo alcuni studiosi, sarebbe derivata dalla presenza di possedimenti del monastero cittadino: la presenza dell’antico oratorio intitolato a Santa Giulia farebbe cioè presumere l’esistenza di un antico collegamento tra le terre di Costorio e il potente monastero di Santa Giulia, a Brescia.
Anche la nuova chiesa, terminata nel 1912, venne dedicata a Santa Giulia, e così fu del tutto naturale, nel 1952, intitolare alla Santa anche la Parrocchia, che l’anno successivo ricevette una reliquia di Santa Giulia dalle mani del Vescovo.
Insieme alla Madonna con Bambino e ad altri Santi, Santa Giulia è raffigurata nella pala d’altare della Parrocchiale, dipinta da Jacomo Ferabosco nel 1688; la sua immagine è presente anche nella lunetta affrescata sopra il cornicione della parete di fondo della stessa chiesa (incorniciata dalla scritta Christo confixa sum cruci) e nella vetrata sovrastante il portale d’ingresso. Inoltre, nell’antica chiesetta è attualmente collocata una statua in terracotta che l’artista bresciano Luigi Bertoli ha donato alla nostra chiesa nel 2006. Infine nel 2012, in occasione del centenario di edificazione della Parrocchiale, nel giardinetto adiacente è stato collocato un busto di Santa Giulia, opera di Clelia Adami.
A Santa Giulia, la cui memoria liturgica cade il 22 maggio, è dedicata la via di fronte alla Parrocchiale.
Santa Lucia e San Francesco d’Assisi
Accanto al culto di Santa Giulia, si diffuse nel corso degli anni anche la venerazione per altri santi, come Santa Lucia e San Francesco d’Assisi.
La devozione verso Santa Lucia (festeggiata il 13 dicembre) era forse inizialmente più radicata di quella verso Santa Giulia. È raffigurata anch’ella nella pala del Ferabosco e nella vetrata sovrastante il portale d’ingresso. A lei è dedicata la via che congiunge via Costorio con via Valpiana.
All’inizio del Novecento, l’antica chiesetta di Santa Giulia venne riconosciuta dal Vescovo come luogo dove poter ottenere l’indulgenza del Perdon d’Assisi: in quest’occasione, ogni anno il 2 agosto, la chiesa di Costorio diveniva meta di pellegrinaggi provenienti da tutta la Valtrompia; anche Giovan Battista Montini ricordava di avervi partecipato, da piccolo, con la madre e i fratelli. San Francesco d’Assisi (festeggiato il 4 ottobre), come Santa Giulia e Santa Lucia, si trova raffigurato nella pala d’altare. A lui è dedicata la piazza di Costorio.
Cristo e la Madonna
Nella pala d’altare opera del Ferabosco, insieme ai Santi sopra descritti, si trovano, al centro, la Madonna e il Bambino. Cristo e Sua Madre sono venerati anche mediante le statue di gesso presenti nelle nicchie sopra i confessionali, che raffigurano in particolare il Sacro Cuore di Gesù e la Vergine di Lourdes; all’inizio del presbiterio è inoltre presente una statua lignea, giunta nel 1973 dalla Val Gardena, raffigurante la Madonna di Fatima.
Altri Santi
Sono venerati nella comunità parrocchiale di Costorio anche altri Santi, come testimoniato dalle statue di gesso oggi collocate sopra i confessionali, che raffigurano, oltre ai già citati Santa Lucia e San Francesco d’Assisi, anche Sant’Antonio di Padova e San Luigi Gonzaga: a quest’ultimo è dedicata una tradizionale festa, molto sentita dalla comunità.
Appese alla parete del presbiterio, di fronte all’organo, si trovano poi due tele: una raffigurante San Giuseppe e Gesù Bambino, dipinta da Giuseppe Remida; l’altra, dipinta da Pangrazio di Borgo Trento, raffigurante San Giovanni Bosco, a cui la comunità di Costorio è devota anche grazie al pluridecennale servizio dei chierici salesiani.
Per approfondimenti
LAURA BAZZANA – ANDREA GALLERI, Le pietre parlano, i fedeli ricordano. La Parrocchiale di Costorio e don Armando Porteri nel loro centenario, Parrocchia Santa Giulia in Costorio, 2012.
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