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Carlo Acutis, l’influencer di Dio

4 Dicembre 2025 | Numero 3/2025

A cura di Giuliano Bondio

Carlo Acutis nacque a Londra (Gran Bretagna), il 3 maggio 1991, da genitori italiani: Andrea e Antonia Salzano. Venne battezzato il 18 maggio. Nel settembre 1991 la famiglia rientrò a Milano.

Il 16 giugno 1998 ricevette la prima Comunione, in anticipo rispetto all’età consueta, grazie a uno speciale permesso del direttore spirituale, don Ilio Carrai e dell’Arcivescovo Pasquale Macchi, già segretario particolare di San Paolo VI.

Altra tappa importante per Carlo fu il Sacramento della Cresima, il 24 maggio 2003, che gli venne conferito nella chiesa di Santa Maria Segreta.

A quattordici anni passò al Liceo classico dell’Istituto Leone XIII di Milano, diretto dai Padri Gesuiti. Con uno studente di ingegneria informatica si occupò del sito internet della parrocchia milanese di appartenenza. Nonostante gli studi fossero particolarmente impegnativi, decise spontaneamente di dedicare parte del suo tempo alla preparazione dei bambini per la Cresima, insegnando il Catechismo nella sua parrocchia. Quello stesso anno progettò il nuovo sito internet per il volontariato dell’Istituto Leone XIII. Trascorse tutta l’estate del 2006 a ideare il sito per questo progetto, organizzando anche quello della Pontificia Accademia “Cultorum Martyrum”.

Una delle caratteristiche di Carlo era quella di trascorrere la maggior parte delle sue vacanze ad Assisi in una casa di famiglia. Nella cittadina umbra, oltre a divertirsi con gli amici, imparò a conoscere San Francesco e Santa Chiara. Gli esempi del Serafico e di Sant’Antonio di Padova lo spinsero a esercitare la carità nei confronti dei poveri, dei bisognosi, dei senzatetto, degli extracomunitari, che aiutava anche con i soldi risparmiati dalla sua paghetta settimanale.

Il fulcro della spiritualità di Carlo era l’incontro quotidiano con il Signore nell’Eucaristia.

Egli ripeteva spesso: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo!”.

Ciò si tradusse, dopo la prima Comunione, nella partecipazione alla Messa tutti i giorni, con il permesso del suo direttore spirituale. Grande devoto delle apparizioni e del messaggio di Fatima, a imitazione dei Pastorelli, offriva dei piccoli sacrifici per coloro che non amano il Signore Gesù presente nell’Eucaristia.

Compì anche una preziosa opera di apostolato in mezzo ai compagni di scuola e agli amici, spiegando loro il mistero eucaristico con l’utilizzo dei racconti dei più importanti miracoli eucaristici accaduti nel corso dei secoli.

L’altra colonna fondamentale della spiritualità di Carlo fu la devozione alla Madonna. Essa si esprimeva nella recita quotidiana del Rosario, nella consacrazione al suo Cuore Immacolato e nella progettazione di uno schema del pio esercizio che riprodusse con il suo computer. Dedicò una particolare attenzione ai Novissimi, che proiettarono la sua esistenza nella realtà della vita eterna.

Nell’ottobre 2006 Carlo si ammalò di una forma molto aggressiva di leucemia. Venne ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza, dove esiste un centro specializzato per quel tipo di leucemia. Pochi giorni prima del ricovero offrì la sua vita al Signore per il Papa, per la Chiesa, per andare in Paradiso. Alcuni tra le infermiere ed i medici che lo curavano rimasero edificati dall’accettazione della malattia e della sofferenza. La morte cerebrale avvenne l’11 ottobre 2006, il suo cuore smise di battere alle ore 6:45 del 12 ottobre. La notizia della sua nascita al Cielo si diffuse immediatamente tra i suoi compagni di classe e tra chi l’aveva conosciuto. I funerali vennero celebrati nella chiesa di Santa Maria Segreta a Milano, il 14 ottobre 2006. La salma venne sepolta nella tomba di famiglia a Ternengo (Biella), poi nel febbraio 2007 fu traslata nel cimitero comunale di Assisi per soddisfare il suo desiderio di rimanere nella città di San Francesco. Il 5-6 aprile 2019 i resti mortali di Carlo sono stati traslati nel Santuario della Spogliazione, chiesa di Santa Maria Maggiore, ad Assisi.

Nella presenza di Cristo nell’Eucaristia Carlo imparò a riconoscere l’amore di Dio per l’umanità. In essa trovò la via più rapida per accedere ai tesori della grazia divina e lo rese fedele discepolo del Maestro. Innamorato di Gesù, non si stancò mai di annunciare al mondo la gioia indicibile dell’amicizia con Dio. La presenza reale di Gesù Cristo nell’Ostia consacrata era per Carlo una realtà dalla quale derivava per lui ogni bene. Era anche la garanzia che l’uomo non è mai lasciato solo, neppure nei momenti più duri della prova. Le sue giornate divennero perciò incentrate intorno alla Messa e, quando poteva, sostava anche in adorazione eucaristica.

Da giovane laico, ha saputo ravvivare il fervore e la pratica cristiana in tanti consacrati e sacerdoti. Ha vissuto con il cuore sempre rivolto a Gesù, che sentiva vicino e presente. Egli è stato anche un testimone in ambito scolastico, quale modello per gli alunni per le scuole di ogni ordine e grado. La principale eredità che Carlo ha lasciato, soprattutto alle nuove generazioni, è la coerenza di vita con i valori del Vangelo. Proprio per la sua capacità di condivisione con gli altri i misteri della fede, Carlo può essere definito un vero apostolo in tutti gli ambienti in cui è vissuto, che sono quelli tipici di un adolescente: famiglia, scuola, sport, tempo libero, viaggi, giochi.

In particolare, ai ragazzi e ai giovani di ogni tempo, Carlo indica che nell’Eucaristia si trova la salvezza che non delude mai. Vivendo intensamente il mistero del Corpo mistico di Cristo, mostra a tutti il bisogno di esercitare la carità. Infatti, si fece promotore dell’accoglienza e della pace tra persone di diverse etnie, lingue e tradizioni. Chiedeva di abbracciare i bisogni dei senzatetto e dei più poveri che si incontrano sulle strade del mondo. Di fronte alle violenze, alle guerre, ai conflitti anche all’interno delle famiglie, Carlo propone di optare per Cristo e il suo Vangelo e di affidarsi alla protezione materna di Maria.

Autentico testimone di Cristo in tutti gli ambienti in cui visse, la sua esistenza è un luminoso esempio per i giovani di oggi, invitandoli a non guardare al limitato orizzonte terreno, ma a proiettare la vita verso una realtà che già ha inizio in questo mondo e avrà il suo compimento nell’aldilà.

La causa di beatificazione e canonizzazione è stata aperta nel sesto anniversario della morte, il 12 ottobre 2012. In questa data Carlo Acutis è stato ufficialmente proclamato “Servo di Dio”.

Il 24 novembre 2016 si è chiusa la fase diocesana del processo e il 5 luglio 2018 papa Francesco ha dichiarato Carlo Acutis “Venerabile”.

Il passo successivo è stato compiuto il 10 ottobre 2020, quando Carlo è stato beatificato ad Assisi.

Il 7 settembre 2025, Papa Leone XIV, davanti a più di 80 mila fedeli, ha proclamato Carlo Acutis santo.

L’enorme popolarità conosciuta dopo la morte ha ispirato forme di devozione in ogni parte del mondo. La venerazione nei confronti di Carlo ha fatto sì che egli fosse invocato in preghiere di intercessione, in virtù delle quali gli è anche stato riconosciuto il primo miracolo, necessario per la beatificazione. Ad oggi Acutis è ritenuto autore di due guarigioni prodigiose: la prima è quella del piccolo Matheus, un bambino brasiliano di sei anni affetto da una rara anomalia congenita del pancreas, svanita al tocco di una reliquia di Carlo; la seconda è quella di Valeria, studentessa costaricana a Firenze, rimessasi completamente da un gravissimo trauma cranico, dopo che la madre aveva pregato sulla tomba di Acutis.

Carlo Acutis da giovanissimo ci insegna a mettere al centro della nostra vita la santa Eucaristia. L’Eucaristia è “fonte e apice di tutta la vita cristiana” (Lumen gentium, 11) ci ha insegnato il Concilio. Carlo ci invita a fermarci e riflettere sul tempo e soprattutto sulla qualità del tempo che dedichiamo alla partecipazione alla santa Messa e a qualche momento di adorazione eucaristica. Non perdiamo l’occasione di invocare questo nuovo santo affinchè ci aiuti a crescere nella devozione e nell’amore verso Gesù presente nell’Eucaristia.

San Carlo Acutis

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