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Celebrazione S. Paolo VI 29 maggio 2026

1 Settembre 2026 | Numero 2/2026

Nell’omelia il Vescovo ha scelto di meditare sull’eredità spirituale di San Paolo VI attraverso il prisma dell’evangelizzazione, cuore pulsante del pontificato montiniano. Prendendo le mosse dalle letture della celebrazione —il brano del profeta Isaia con l’annuncio del lieto messaggio ai miseri, e il passo evangelico di Matteo con la fondazione della Chiesa sulla roccia e il mandato missionario del Risorto — mons. Tremolada ha guidato l’assemblea alla riscoperta dell’Evangelii Nuntiandi, l’esortazione apostolica del 1975 che egli ha definito il testamento pastorale di Paolo VI.

La Chiesa, ricordava il Papa, non può occuparsi semplicemente di se stessa, di portare avanti le proprie istituzioni: deve rivolgersi al mondo per far conoscere il tesoro dell’annuncio. Il Vangelo non è anzitutto un libro, bensì un annuncio gioioso che porta con sé la verità della salvezza. «La Chiesa che è fondata sulla roccia non è una chiesa chiusa su se stessa», ha detto il Vescovo: «ha una missione da compiere, e da lì parte una forza che si irradia nel mondo».

Il Vescovo ha poi ricordato come la genesi dell’Evangelii Nuntiandi sia legata al Sinodo dei Vescovi del 1974, convocato proprio su iniziativa di Paolo VI per mettere a tema l’evangelizzazione, non senza resistenze. Da quegli atti sinodali, riletti da Papa Montini, nacque un documento che Papa Francesco ha più volte indicato come «la magna carta dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo», sintetizzato nelle tre domande: «Credi a quello che annunci? Vivi quello che credi? Annunci quello che vivi?». Il Vescovo ha anche richiamato l’attenzione sull’eco ancora vivo di quel testo: in occasione dell’Assemblea della Conferenza Episcopale Italiana qualche tempo fa, è stata citata ancora Evangelii Nuntiandi, rilanciandone l’attualità per la Chiesa italiana di oggi.

In conclusione, il Vescovo ha voluto ripetere, pensando a S. Paolo VI, un passo di San Paolo, tratto dalla seconda lettura (1 Cor 9,16), ove dice: “Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non annuncio il Vangelo!”.

Celebrazione S. Paolo VI 29 maggio 2026

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