Home » Notiziario Unità Pastorale » Numero 2/2025 » Testimoni di vita buona e pellegrini di speranza

Testimoni di vita buona e pellegrini di speranza

2 Settembre 2025 | Numero 2/2025

Papa Leone XIV, durante la veglia dei giovani a Tor Vergata lo scorso agosto, ci ha parlato di un tema fondamentale: la vita buona. Ci ha ricordato che, consapevolmente o meno, ogni giovane è alla ricerca di questo obiettivo. E ci ha offerto una chiave preziosa per raggiungerlo: la vita buona è il frutto di relazioni sincere e legami stabili. È da qui che vorrei partire per parlare delle straordinarie esperienze vissute questa estate nei nostri oratori.

Si può dire che ogni attività e dinamica che abbiamo messo in campo – dal Grest al Follest, dalle settimane in Val di Susa e in Liguria alle feste degli oratori, fino all’esperienza del Giubileo dei giovani a Roma – è stata preparata, cercata e vissuta con un unico, profondo intento: far sperimentare ai nostri ragazzi, giovani e volontari delle “pennellate” di vita buona.

Non c’erano altre finalità se non questa. Tutte le nostre energie, i progetti e le preoccupazioni erano orientati a un solo scopo: costruire relazioni sincere. E innanzitutto, la relazione più importante: quella con Cristo.

Osservando i nostri ragazzi impegnarsi nei giochi di squadra, nelle attività creative o semplicemente condividere un momento di pausa, ho visto nascere e crescere legami autentici. Ho visto volontari dedicare il loro tempo con generosità, creando un ambiente di accoglienza e fiducia che ha permesso a ognuno di sentirsi visto e apprezzato. Questi non sono stati solo momenti di divertimento; sono stati i mattoni con cui abbiamo costruito quella “vita buona” di cui ci parla il Vangelo.

Le serate passate insieme, le avventure vissute in montagna e al mare, i momenti di preghiera e di riflessione hanno tessuto una rete di affetti e amicizie che va ben oltre i confini del campetto da gioco. Hanno offerto ai nostri giovani la possibilità di scoprire che la gioia più grande non si trova nell’isolamento, ma nella condivisione, nel sentirsi parte di una comunità che li sostiene e li ama.

Al centro di tutto c’è stato l’invito a costruire un rapporto personale e sincero con Gesù. Nelle catechesi, nelle preghiere e anche nei gesti di servizio quotidiano, abbiamo cercato di mostrare che Cristo non è un’idea astratta, ma un Amico fedele, il fondamento di ogni relazione buona. È Lui che ci insegna ad amare senza riserve e a costruire legami che non si spezzano.

Guardando il loro entusiasmo e la loro sete di verità e di bene, mi sono reso conto che la loro ricerca di felicità è la stessa ricerca di Cristo. E noi, come comunità parrocchiali, abbiamo il compito e la gioia di accompagnarli in questo viaggio, offrendo loro spazi dove possano incontrare Lui e incontrare sé stessi e gli altri nella luce del Vangelo.

I progetti che ogni anno continuiamo e rinnoviamo nella catechesi, nelle attività del CAG, nei vari servizi che vengono svolti, in tutto ciò che viene proposto e vissuto nei nostri oratori e a partire da essi vogliono proprio questo: costruire la comunità dove ognuno si possa sentire parte attiva e in cui abita la presenza del Signore.

Ringrazio di cuore tutti gli educatori, i giovani, i volontari, i genitori e i benefattori che hanno reso possibile tutto questo. Il vostro impegno è stato una testimonianza viva e concreta di come la vita buona sia possibile e si costruisca insieme, giorno dopo giorno.

Con tutti i limiti e i difetti, anche in quest’estate abbiamo visto diffondersi nelle nostre comunità quella civiltà dell’amore sognata e predicata da San Paolo VI, nostro patrono e concittadino.

 

don Michael Tomasoni

ARTICOLI DELLA CATEGORIA Numero 2/2025

errore: Per motivi di diritti d'auore i contenuti di questo sito sono protetti.