GIORNO 1
La prima tappa del cammino verso il Giubileo è stata Perugia, per raffrontarci con un’esperienza di prossimità per incontrare volti, storie, mani.
Al Santuario della Madonna del Bagno abbiamo incontrato una Casa della Carità della Diocesi di Perugia: una Casa di accoglienza che apre la Porta della Carità per chi vive un tempo di difficoltà. Offre la possibilità di un percorso di 3 anni per riprendere in mano la propria vita attraverso il lavoro, la vita comune, la preghiera.
Qui abbiamo conosciuto Alessandro, un ospite della comunità, che, con la sua storia di rinascita, ci ha dato una testimonianza vera di Speranza.
Per la notte siamo stati ospiti della comunità, per riposarci in vista del cammino del giorno dopo.
GIORNO 2
Sveglia puntata alle 5.45, per un solo obiettivo: percorrere a piedi i 25 km che separano Perugia e Assisi, ripercorrendo i passi di San Francesco. 👣
“CHE COSA VUOLE DIO DA ME?”
Questa la domanda che ci accompagna durante il cammino: un cammino che costa fatica, sotto il sole, ma che ci permette di scoprire e di ammirare le bellezze del Creato che ci circonda.
Ma soprattutto la soddisfazione e la gioia nel raggiungere Santa Maria degli Angeli.
Attraversiamo la Porta Santa, ammiriamo l’interno della Basilica e la Porziuncola; ci viene offerta la possibilità delle confessioni e di ricevere il Perdon d’Assisi. 🙏🏻
Certi che questo cammino ci ha dato qualcosa in più, un po’ affaticati sì, ma con il sorriso sulle labbra, ci mettiamo a letto pronti per affrontare il giorno successivo: visitare i luoghi di San Francesco e Santa Chiara. 😇
GIORNO 3
Cosa vorresti si dicesse di te dopo la tua morte? San Francesco voleva che questa città fosse benedetta. E tu?
Questa la domanda di suor Adriana che, con tutta la sua vitalità, ci presenta in modalità 3.0 tutta la bellezza e semplicità di Assisi.
Domanda iniziale e a bruciapelo, che fin da subito inizia a scavarti dentro. A seguire l’appoggio alla schiena dell’amico, per ricordare tutti coloro che ci sostengono nelle nostre giornate e nella nostra vita.
Iniziamo un cammino interiore, a partire dall’alto, dalla casa di Francesco, proseguendo per la Cattedrale di San Rufino, dove ad uno ad uno beneficiamo il fratello a fianco a noi, con il segno della croce sulla fronte e l’acqua santa: “Tu sei il figlio, l’amato!”.
Il cammino prosegue verso le bellezze della natura alla Chiesa di San Damiano, la grazia della Chiesa di Santa Chiara e la tutta la carità che trapela dalla Basilica di San Francesco.
Si creano dinamiche e situazioni in cui tutti interagiscono con tutti, i ragazzi si buttano a conoscere le diverse etnie che in questa giornata attraversano questa città santa. Si respira un clima di festa e di gioia, che unisce persone da tutto il mondo verso un’unica meta: la Fede.
Il Giubileo dei giovani è iniziato e anche noi siamo pronti per la prossima tappa: Roma!
GIORNO 4
“Il cammino verso la pace richiede cuori e menti allenati e formati all’attenzione verso l’altro e capaci di riconoscere il bene comune nel contesto odierno” afferma papa Leone XIV.
Questi giorni appena trascorsi tra Perugia e Assisi sono stati la nostra “palestra”: abbiamo ascoltato testimonianze di giovani, storie di speranza e fiducia che toccano il cuore; zaino in spalla, ci siamo messi in cammino verso una città di Santi e abbiamo ripercorso le loro vite, esempio di Fede che dona Fortezza; abbiamo avuto modo di vivere il Sacramento della Riconciliazione tra le mura della chiesa dove, proprio i primi giorni di agosto, è concesso il Perdon d’Assisi.
Ciascuna di queste esperienze, assieme alla preghiera e alla celebrazione eucaristica in cui i nostri sacerdoti ci hanno guidato, ci ha permesso di prepararci al meglio per il nostro arrivo a Roma di oggi. E, anche qui, continueremo a camminare prima verso la Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore, poi verso Tor Vergata per incontrare il Papa al Giubileo dei Giovani.
La strada che stiamo percorrendo non è semplice, ma, con l’aiuto di tutti coloro che ci accompagnano e di quanti incontreremo, ci avvicinerà almeno un poco alla via della pace con noi stessi e con chi vi sta attorno!
GIORNO 5
Questa mattina ci siamo svegliati piuttosto presto per arrivare in tempo al campo di Tor Vergata, luogo presso il quale si sarebbe tenuta la Veglia serale di preghiera con il Santo Padre. Non sono di certo mancate le difficoltà: dalla lunga strada da percorrere a piedi per raggiungere il campo al ritrovarsi ammassati sulla spianata, dalle tante ore di attesa trascorse sotto il sole rovente alle code infinite per i servizi.
Finché poi, verso sera, è arrivato papa Leone. Vederlo passare in tutti settori e salutare con gioia ed entusiasmo tutti i pellegrini presenti è stata un’emozione fortissima. Successivamente è iniziata la Veglia e ritrovarsi fra un milione di giovani in preghiera, in completo silenzio di fronte a Gesù eucaristia, è stato altrettanto emozionante, in quanto mi ha trasmesso un forte senso di comunione e fratellanza. Un segno di speranza che mi ha ricordato che non si è mai soli, che c’è sempre qualcuno pronto ad amarci.
Una parte della serata è stata dedicata alle risposte che il Papa ha dato a tre quesiti posti da tre giovani di varie nazionalità. Particolarmente toccanti sono state le parole sull’importanza del coraggio da mettere per compiere scelte difficili, per vivere la vita in maniera autentica, ricordandoci che il coraggio viene dall’amore di Dio. Parole che mi ha fatto bene sentire e che spero possano aiutarmi ad orientare la mia vita nella quotidianità.
GIORNO 6
Le prime luci dell’alba svegliano l’immensa distesa di Tor Vergata, ancora stropicciata dal sonno e da una notte all’aperto, che ha regalato ai pellegrini anche l’emozione di qualche goccia di pioggia.
Tutta intorno a noi ci avvolge la diversità di culture e di nazionalità, che ci ricorda cosa significhi realmente Chiesa Cattolica, ovvero “Universale”, capace di raggiungere tutte le parti della terra, in Illo uno unum (“una cosa sola nell’unico Cristo”) come recita lo stemma di papa Leone XIV.
Tutto converge nel vertice di questi giorni: l’Eucaristia presieduta dal Santo Padre Leone, che ha fatto realtà sacramentale dell’esperienza di comunione e preghiera di questo Giubileo dei Giovani. Le parole di Leone XIV ci hanno incoraggiato a perseguire nel nostro cammino alla ricerca della Verità, del profondo significato della nostra vita, perché “abbiamo bisogno di alzare gli occhi, di guardare in alto alle cose di lassù”.
Il rientro alle nostre case ora non può che avere valore profondamente apostolico: tocca a noi essere sale della terra, luce del mondo, e mostrare che, uniti in Dio, possiamo far germinare frutti della pace e della speranza, che non delude.
Penso che questo Giubileo dei giovani sia stato per tutto noi un vero e proprio cammino di speranza. Già dal primo giorno, presso la comunità del Santuario della Madonna del Bagno, sono rimasta colpita dall’atmosfera di comunione e fraternità che si viveva, nella preghiera e stando tutti insieme. Questo sentimento si è protratto, camminando verso Assisi e nelle successive giornate di condivisione. Credo poi che vedere a Tor Vergata tutti questi giovani ritrovarsi uniti nella fede sia stato un grande messaggio di fratellanza, di speranza e di pace per tutti.
Spesso ci si accorge di quanto davvero ciò che si è vissuto sia stato bello una volta che finisce. Spero che tutti noi riusciamo a portarci i messaggi e le emozioni che abbiamo vissuto in questi giorni nella nostra quotidianità.










