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Ho conosciuto padre Cesarino…

2 Settembre 2025 | Numero 2/2025, Pieve

Sono passati già più di 20 anni e fu il primo viaggio che feci in Brasile.

Era l’estate del 2004 e con un gruppo di giovani della Parrocchia, accompagnati dai Curati di allora, don Manuel e don Mario, avemmo la possibilità di fare un’esperienza nelle Missioni comboniane del Maranhão dove operavano il vescovo di Balsas, dom Franco Masserdotti, ed il nostro padre Cesarino che all’epoca si trovava nella Parrocchia di Pastos Bons. Quanto fu coinvolgente e scioccante allo stesso tempo quel primo viaggio in Brasile! A partire dalla natura, dalle immense distanze che affrontammo con forature di gomme comprese in mezzo al sertão, le stelle durante la camminata notturna e poi l’arrivo a Balsas, le lucide analisi di dom Franco sulla missione della Chiesa in mezzo ai poveri e la necessità dell’azione per la modifica dei peccati strutturali della società… quante intuizioni da quel primo viaggio!

Arrivammo poi a Pastos Bons ed incontrammo padre Cesarino. Magro come oggi, con 20 anni di meno ma giocava ancora a calcio na rua coi ragazzini. Ci portò con un vecchio Toyota nelle comunità della Parrocchia… sembrava di essere finiti dentro cent’anni di solitudine. Il realismo magico di Marquez poteva nascere solo in America Latina! Comunità sperdute in mezzo alla mata dove i tempi si allungano a dismisura, una piccola scuola dove i ragazzi avevano inciso i loro cognomi sui banchi e tanti sembravano italiani visto che l’emigrazione nostrana in Sud America si conta in milioni di persone, ragazze bionde con gli occhi chiari che uscivano da piccole case nella foresta a salutare il padre che ci spiegò che furono gli olandesi i primi a colonizzare il Maranhão e quindi quelle discendenti nordiche sono le nipoti di quei primi colonizzatori. Ci portò poi a visitare i coltivatori di soia, anche loro biondi e ci spiegò i problemi della monocultura. Come negare che quell’esperienza fu la scintilla che mi portò in Brasile come fidei donum tra il 2008 e il 2010!

E poi nel tempo è restata un’amicizia fatte di lettere arrivate a Pasqua e a Natale, visite dopo i rientri in Italia, la presenza al Battesimo del nostro Luca, che giustamente è per il 50% brasiliano. E adesso il nostro Cesarino ne ha 94! E pensare che quando arrivò in Brasile ci raccontava che si spostava con una mula per raggiungere le comunità! Quanto bene ha fatto quest’uomo! Boa sorte querido! Ti auguro tanta salute e chissà… che tu possa rivedere il tuo caro Brasile… sempre se Deus Quiser, come mi hanno insegnato a dire in Brasile per terminare ogni buon auspicio!

Michele

 

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