San Vigilio è una figura luminosa non solo per la fede profonda e l’incessante azione di carità, ma soprattutto per la forza evangelizzatrice e lo spirito missionario. È un vero testimone, coraggioso e coerente fino al martirio. Quanto abbiamo bisogno, ancora oggi, di vivere esperienze spirituali di approfondimento e crescita nella fede che confermino tutti noi nella fedeltà al Vangelo, che ci rendano persone libere e capaci di prendersi cura degli altri.
Nella nostra comunità di San Vigilio, ogni anno, viene proposta e rinnovata la festa del Santo Patrono. È un tempo prezioso nel quale si fa memoria di un Santo le cui parole e azioni sono giunte fino ai nostri giorni. Quest’anno la festa è stata vissuta in tre giornate significative.
Domenica 22 giugno, festa del Corpus Domini, è stata celebrata la Santa Messa solenne alle ore 10.30, con i canti eseguiti dal “Gruppo Corale l’Estro Armonico”. La Celebrazione Eucaristica doveva essere presieduta dal Custode della Terra Santa, padre Francesco Patton che, però, non ha potuto lasciare Gerusalemme a causa del conflitto in Terra Santa e in Medio Oriente. Padre Patton è un uomo di Dio, un operatore di pace e di speranza che coltiva il dialogo e la preghiera, le relazioni fraterne, in una Terra dove si incontrano e si scontrano culture, mentalità e modalità di azione tanto diverse fra loro. Il Custode, in accordo con la nostra Parrocchia, era stato invitato da San Vigilio Solidale che quest’anno fa memoria del cinquantesimo anniversario della fondazione. Il Padre, desiderando essere in comunione, ci ha inviato un videomessaggio che abbiamo ascoltato e condiviso durante la Celebrazione. Il termine Custode, voluto da San Francesco, non esprime una categoria gerarchica ma di servizio: indica il proteggere, il prendersi cura e la preziosità della vita dei vicini e dei lontani. Quanto è importante ascoltare personalmente ogni essere umano quando è nel bisogno! Dice padre Patton: La fraternità universale non è un generico “vogliamoci bene”, ma si basa sulla comune dignità che abbiamo in quanto figli dello stesso Padre; Dio è padre di tutti. Gesù è fratello di tutti, è morto per la redenzione di tutti. E lo Spirito Santo agisce su tutti perché siamo una sola famiglia… A Gesù interessa farci ritrovare quella immagine di Dio che è impressa profondamente nella nostra persona… Il cristiano deve essere autenticamente un operatore di pace… Noi siamo schierati, in Terra Santa, sempre con i più deboli, con i sofferenti, con le vittime, con gli innocenti, con gli ostaggi e con i bambini. Le lacrime hanno tutte lo stesso peso, da qualunque occhio escano. L’accettazione dell’altro passa attraverso l’accoglienza della sua dignità ma anche attraverso il riconoscimento del suo dolore… Dobbiamo intensificare la preghiera… Per un cammino di riconciliazione è necessario un lungo lavoro di educazione all’accettazione dell’altro. Le riflessioni del Custode della Terra Santa bene si uniscono alla vita e alle testimonianze agiografiche del nostro patrono. Al termine della celebrazione, come consuetudine, sono state ricordate 27 coppie della nostra comunità che festeggiano, quest’anno, un anniversario particolare di matrimonio, dai dieci fino ai sessantacinque anni di vita nuziale. Ciascuna coppia è stata nominata davanti all’assemblea e il Parroco, don Edoardo, ha fatto loro dono di un segno simbolico legato all’Albero della Vita. In Oratorio è poi seguito un momento di convivialità, con il pranzo organizzato dal Circolo ACLI di San Vigilio, che ci ha consentito di condividere una gioia fraterna.
Giovedì 26 giugno alle ore 20, nella chiesa sul monte, è stata celebrata la Santa Messa, presieduta da padre Pietro Lombardi; hanno concelebrato mons. Mario Metelli e don Davide Corini. A seguire i nostri alpini hanno proposto un rinfresco, sempre con quella attenzione e disponibilità che li contraddistingue ogni volta che si presenta una necessità.
Domenica 29 giugno, sempre la nostra sezione alpini ha organizzato uno spiedo, sul pianoro di San Velgio, a conclusione delle giornate di festa patronale.
Chiediamo al nostro caro Patrono di proteggerci e accompagnarci nel nostro cammino comune di credenti, tenendo lo sguardo rivolto a quel Dio misterioso che ci ama e ci unisce. San Paolo dice che “siamo concittadini dei santi e familiari di Dio” e questo deve essere fonte e origine dei nostri legami più profondi.










