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Chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione del Servo di Dio Alcide De Gasperi

2 Settembre 2025 | Numero 2/2025

Lo scorso venerdì 28 febbraio, nel Palazzo Apostolico Lateranense, il cardinale Baldassarre Reina ha presieduto la sessione di chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione del Servo di Dio Alcide De Gasperi, laico e padre di famiglia. L’inchiesta diocesana era stata avviata presso il tribunale ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Trento nel 1993. Il prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi, il card. Marcello Semeraro, ha concesso il trasferimento del procedimento alla diocesi di Roma, il cui foro ne ha valutato vita, virtù eroiche e fama di santità e dei segni.

“La storia della Chiesa è costellata di figure che hanno lasciato una scia luminosa dietro di loro. Fra di esse spicca la figura del Servo di Dio Alcide De Gasperi”: con queste parole il card. Reina ha aperto il suo discorso.

Alcide De Gasperi nacque il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino, allora nel Tirolo austriaco, da Amedeo De Gasperi, ufficiale di gendarmeria, e Maria Morandini, ed era il primogenito di quattro figli, seguito da Mario (poi sacerdote, morto giovane), Marcella e Augusto. Nel 1922 sposò Francesca Romani, sorella di un suo amico parlamentare, dalla quale ebbe quattro figlie. La sua esistenza fu segnata anche dalle avversità: nel 1927 fu arrestato con l’accusa di tentato espatrio clandestino e processato dal regime fascista. Condannato a quattro anni di reclusione, ne scontò solo sedici mesi prima di essere liberato, grazie all’intervento di papa Pio XI, e in seguito trascorse un periodo in clinica a Roma per motivi di salute.

Dopo il rilascio, De Gasperi attraversò difficoltà economiche. Riprese però a lavorare nel 1929 presso la Biblioteca Vaticana, grazie all’appoggio di vicini di fede e amici come il vescovo di Trento Celestino Endrici, suo precedente compagno di studi.

Continua il card. Reina nel suo intervento: “De Gasperi è stato riconosciuto come un uomo di grande fede e integrità morale. […] La granitica fede fu per lui una guida costante. […] Egli non si limitò a professarla nel privato, ma la tradusse in un impegno concreto nella costruzione di una società giusta e solidale. […] La sua vita è segnata da difficoltà e prove, ma ha sempre affrontato ogni ostacolo con spirito di servizio e una visione cristiana del bene comune; non ha mai perso la fiducia nella Divina Provvidenza e la determinazione nel perseguire la giustizia. […] Chi lo ha conosciuto direttamente lo descrive come un uomo umile e riservato, ma capace di trasmettere con l’esempio di vita una profonda spiritualità. […] La figlia Maria Romana ha raccontato che il padre viveva la fede con coerenza, senza ostentazioni, nutrita quotidianamente con la preghiera e con la meditazione. Anche figure di rilievo, come San Giovanni XXIII, hanno riconosciuto la grandezza della testimonianza cristiana del Servo di Dio De Gasperi. Il Pontefice, infatti, parlava di lui come un uomo ispirato dalla visione biblica della vita e del servizio agli altri.”

Ci aiuta a comprendere la spiritualità del Servo di Dio questa lettera che egli scrisse alla moglie il 4 settembre 1935, in uno stato di salute molto preoccupante che faceva temere il peggio.

«Cara Francesca,
se la provvidenza vorrà chiudere la mia vita terrena, prima che io abbia assolto il mio compito di padre, affido alla suprema paternità di Dio le mie bambine e confido con assoluta certezza che il Signore ti aiuterà giorno per giorno a farle crescere buone e brave.
Oltre che ai parenti, io le raccomando all’aiuto e all’appoggio di quei pochi ma generosi amici che nel periodo delle prove mi conservarono la loro amicizia. […] Cara Francesca io ti sarò sempre vicino in ispirito e ti aiuterò vigilando presso il Signore Gesù, mia suprema ed ultima speranza, sarà anche il tuo confortatore quotidiano.
A tutti voi della mia e della vostra famiglia raccomando di vivere in fraterna amicizia, aiutandovi l’un l’altro. […]
Addio Francesca, io ti ho molto amato, ma non mai quanto avresti meritato. Supera il dolore del distacco e vivi più intensamente per le nostre deliziose bambine, sulle quali, per la bontà e misericordia del Signore, io veglierò dal Cielo.
Ti stringo per sempre nell’indissolubile abbraccio delle nostre speranze mortali».

Questi brevi tratti che ho richiamato della figura del Servo di Dio ci possono aiutare a comprendere l’importanza della fede e della preghiera nella vita di ogni cristiano, nelle situazioni di vita particolari che ci troviamo a vivere quotidianamente.

 

Giuliano Bondio

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