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29 maggio – San Paolo VI

2 Settembre 2025 | Numero 2/2025

Com’è ormai tradizione a partire dalla canonizzazione, la giornata di giovedì 29 maggio è stata dedicata alla celebrazione di San Paolo VI.

Il Vescovo di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada, dopo l’omaggio floreale al monumento a Papa Montini in località Levata, ha presieduto alle ore 11.00 la concelebrazione eucaristica nella Basilica della Pieve, alla quale hanno partecipato anche i sacerdoti di tutta la Zona Pastorale e quelli che hanno prestato servizio a Concesio, oltre ad una nutrita presenza dei presbiteri che compongono il giovane clero.

Nell’omelia il Vescovo ha voluto condividere una risonanza su due brani del testamento spirituale di San Paolo VI alla luce delle letture del giorno.

Scriveva il Papa: “Fisso lo sguardo verso il mistero della morte, e di ciò che la segue, nel lume di Cristo, che solo la rischiara; e perciò con umile e serena fiducia. Avverto la verità, che per me si è sempre riflessa sulla vita presente da questo mistero, e benedico il vincitore della morte per averne fugate le tenebre e svelata la luce”. Da questo brano si evince la fondamentale importanza, per Paolo VI, della centralità di Cristo, del riconoscimento di Lui come il centro della storia e come la rivelazione piena del mistero di Dio che diviene luce per l’intera umanità. E ancora: “Ora che la giornata tramonta, e tutto finisce e si scioglie di questa stupenda e drammatica scena temporale e terrena, come ancora ringraziare Te, o Signore, dopo quello della vita naturale, del dono, anche superiore, della fede e della grazia, in cui alla fine unicamente si rifugia il mio essere superstite? Come celebrare degnamente la tua bontà, o Signore, per essere io stato inserito, appena entrato in questo mondo, nel mondo ineffabile della Chiesa cattolica?”. Emerge qui il mistero della Chiesa, definita da Paolo VI come una realtà che non può essere nemmeno descritta in tutta la sua bellezza.

Riallacciandosi alla liturgia della Parola, il Vescovo ha innanzitutto fatto riferimento alla seconda lettura, tratta dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi: “Annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone”. Per il Papa che ha assunto il nome dell’apostolo delle genti, la dimensione missionaria è stata una caratteristica fondamentale del Pontificato, come testimoniato anche dai grandi viaggi (il Vescovo ha ricordato in particolare quelli in Terra Santa, all’ONU, in India). E poi mons. Tremolada ha ripreso la prima lettura, tratta dal libro del profeta Isaia: “Consolate, consolate il mio popolo”. Dobbiamo recuperare il valore della consolazione, perché abbiamo bisogno di sentire che la vita ha una bellezza; e la Chiesa, avendo il Vangelo e la luce del Cristo Risorto, è capace di offrire la vera consolazione: l’esistenza può essere riscattata dalla tristezza, dall’infelicità, dalla paura del futuro, e la vita può conservare la sua speranza. Per San Paolo VI, la Chiesa ha il compito di far conoscere Cristo e dare testimonianza a Lui; e noi, che abitiamo il paese dove Giovanni Battista Montini era nato, abbiamo una responsabilità: che la sua testimonianza diventi anche un po’ la nostra.

La giornata di festa si è conclusa, in serata, con la presenza in Basilica del Coro Città di Brescia, che ha interpretato la “Sainte Messe solennelle Sainte Cécile” scritta dal noto compositore Charles Gounod.

 

Andrea Galleri

Immagine per Notiziario Pastorale 2 2025

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