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Logos – Chi c’è, c’è e chi non c’è, non c’è

10 Marzo 2026 | Numero 1/2026

Chi c’è, c’è e chi non c’è, non c’è
a cura dell’Associazione Logos

Sentiamo spesso dire che Dio non esiste e che dopo la morte non c’è nulla. Nulla di più falso e sbagliato. Lo dimostrò molti anni prima di Cristo il filosofo greco Parmenide: se il nulla, infatti, per definizione non esiste (non se ne potrebbe nemmeno parlare), rimane solo l’Essere, cioè ciò che anima ogni cosa. Resta dunque da capire quale sia la fonte da cui scaturisce l’esistenza di ogni cosa. Questa fonte deve essere eterna (non può venire dal nulla) e deve essere amorevole (se non lo fosse, noi non esisteremmo). Questa fonte di vita, ci dice Gesù, è Dio e noi la riceviamo nell’Eucaristia.

 

La verità e l’eternità
di Alessia Plebani

Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». (Gv 18,36-37).
Gesù davvero ci stupisce con queste poche parole. Perfino Ponzio Pilato, che non conosceva benissimo Gesù, si meraviglia di fronte alla regalità del Messia e sembra quasi riconoscere l’autorevolezza di Cristo. Il problema tuttavia è che spesso molti capiscono la verità, ma non tutti hanno il coraggio di affermarla; esiste una parola per definire questo atteggiamento: mokita.
Questo termine esiste solo nella lingua kilivila della Nuova Guinea e, alcune volte, mi viene da pensare che forse Dio sia divenuto per noi proprio una mokita. Ecco perché dobbiamo impegnarci a testimoniare ciò in cui crediamo. Dobbiamo riuscire a far capire a chi sta vicino a noi che non c’è niente di male nel dire questa verità. Dobbiamo insomma fare in modo che Dio non sia più una mokita, ma una verità di cui non si ha più timore. Probabilmente penserete che io stia semplificando un po’ la questione, ma è proprio questa testimonianza alla verità che porta all’eternità, alla vita eterna e Gesù lo ha dimostrato il giorno di Pasqua.

 

Il principio e la fine
di Alice Nassini

Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita. (Ap 21,6)
In questo passo dell’Apocalisse, Gesù usa due termini: Alfa e Omega. Sono la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco, come a dire: “Dalla A alla Z”. Significa che l’eternità non è un tempo che non finisce mai, ma è Dio che c’è sempre stato e ci sarà sempre, dall’inizio sino alla fine della nostra vita che è stata pensata per l’eternità. La cosa più bella, però, che ci dice Gesù in questo passo riguarda la nostra sete. Tutti noi abbiamo “sete”, tutti noi desideriamo essere sereni per sempre. Gesù ci promette che questa sete sarà tolta da Lui che ci regala l’acqua della vita gratuitamente.

 

L’Eucaristia: la via verso l’eternità
di Chiara Rossi

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui. (Gv 6,54-56)
Gesù intende dire che l’eternità non sta in un luogo lontano e distante, ma si trova all’interno della comunità cristiana. Solo nell’Eucaristia si avrà davvero la vita. Andando a Messa si entra subito nell’eternità e, avendo fede in Lui, la nostra vita sarà serena nel profondo dell’anima.

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