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Le Sante Messe in suffragio delle anime dei defunti

11 Marzo 2025 | Numero 1/2025

Volentieri condivido con voi alcune riflessioni sull’importanza e sul significato di far celebrare la Santa Messa in suffragio dei nostri cari defunti.

La preghiera per i defunti ci aiuta a meditare sul centro fondamentale della nostra fede: la passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo (ovvero il Mistero della Pasqua del Signore), che in questo modo ci ha dato la possibilità di avere parte con lui alla vita eterna. Ce lo ricorda san Paolo: «Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini» (1Cor 15, 19).

L’Eucaristia, in quanto «fonte e apice di tutta la vita cristiana» (Concilio Ecumenico Vaticano II, Lumen gentium, 11) è certamente il momento più importante nel quale possiamo ricordare e pregare per i nostri cari defunti. Vorrei quindi approfondire il significato della celebrazione della Santa Messa in suffragio per le anime dei defunti, proprio in ragione di questa centralità dell’Eucaristia per la vita cristiana.

Gesù ha istituito questo sacramento nell’Ultima Cena, quando ha detto: «Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio corpo offerto per voi» (Compendio del Catechismo, n. 273). Essa è chiamata anche «Santa Messa, Cena del Signore, Memoriale della passione, della morte e della risurrezione» (Compendio del Catechismo, n. 275).

La Messa rende presente il sacrificio della croce nel mistero pasquale del Signore. Le parole di Gesù: «Questo è il mio Corpo che è dato per voi» e «Questo calice è la nuova alleanza nel mio Sangue» (Lc 22,19-20) evidenziano il carattere anche sacrificale dell’Eucaristia (Catechismo, n. 1365): Cristo infatti si è immolato sulla croce una sola volta, ma «volle lasciare alla Chiesa un sacrificio visibile con cui venisse significato quello cruento che avrebbe offerto una volta per tutte sulla croce» (Catechismo, n. 1366), in modo che i frutti di questa sua oblazione pasquale venissero applicati a quanti avrebbero partecipato all’Eucaristia.

L’Eucaristia è anche il sacrificio della Chiesa, che partecipa a quest’offerta di Cristo in quanto Suo Corpo: «La vita dei fedeli, la loro lode, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro, sono uniti a quelli di Cristo» (Catechismo, n. 1368).

Questo sacrificio è offerto anche per i defunti, affinché siano accolti nella luce di Dio: «Presentiamo il Cristo immolato per i nostri peccati, cercando di rendere clemente per loro e per noi il Dio amico degli uomini» (Catechismo, n. 1371).

La Chiesa incoraggia i fedeli a far celebrare Messe in suffragio delle anime dei defunti: la parola «suffragare» fa riferimento all’aiuto dei vivi per i defunti, in particolare per le anime che compiono il cammino di purificazione nel Purgatorio per accedere al Paradiso. L’aiuto più prezioso, per quanto detto finora, è proprio la celebrazione della Santa Messa con la richiesta al celebrante di applicare l’intenzione particolare per questi defunti, in modo che i frutti della Pasqua del Signore vengano ulteriormente loro elargiti per la misericordia divina.

A tale proposito, la Chiesa permette di fare offerte al celebrante per l’applicazione di quest’intenzione particolare: i «fedeli che danno l’offerta perché la Messa venga celebrata secondo la loro intenzione, contribuiscono al bene della Chiesa, e mediante tale offerta partecipano della sua sollecitudine per il sostentamento dei ministri e delle opere» (can. 946, Codice di diritto canonico). La tradizione della Chiesa incoraggia questa pratica, considerandola «una specie di segno di unione del battezzato con Cristo» (Paolo VI, Firma in traditione, 1974).

Oltre alla celebrazione delle Sante Messe di suffragio per i defunti, ricordo anche un altro modo di aiuto per i defunti, attraverso la grande testimonianza e insegnamento che ci ha lasciato il rev. don Fausto Balestrini, che ha servito la nostra comunità (in particolare la Pieve) negli ultimi anni del suo ministero (dal 2001 fino alla sua nascita al cielo, l’11 maggio 2008), quale custode della casa natale di Paolo VI e poi dalla nostra casa di riposo: don Fausto costantemente ci ricordava di pregare in particolare per le anime più dimenticate, sottolineandone l’importanza quale settima opera di misericordia spirituale. Ci esortava ad offrire tutto il nostro impegno di bene nelle nostre famiglie e sul lavoro, insieme alla nostra sofferenza, a vantaggio dei defunti più dimenticati. Il suo fu un insegnamento, ma soprattutto una testimonianza di fede che spero possa continuare ad illuminare la vita della nostra comunità come di ognuno di noi.

Giuliano Bondio

Sante Messe di Suffragio per i defunti
Sante Messe di Suffragio per i defunti

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