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Tanti ricordi… per un grazie

30 Maggio 2026 | Edizione speciale 2026

A cura di Elisa Gorizia

Mi è stato chiesto da parte del carissimo don Michael di scrivere qualche riga su (mons.) Pietro in occasione del suo ingresso a Concesio. Sì, metto la parola “mons.” tra parentesi perché per me lui è e sarà sempre prima di tutto don Pietro, Parroco ad Agnosine dal 2015 al 2022. Ed è grazie a quei sette anni trascorsi ad Agnosine che oggi mi trovo a condividere la gioia di questo suo nuovo mandato.

Il nostro gruppo giovani esisteva già da qualche anno quando don Pietro arrivò nel nostro paese. Figli di un amore gratuitamente ricevuto, era cresciuto in noi il desiderio del servizio, del mettersi a disposizione a nostra volta per gli altri, per restituire una parte di ciò che ci era stato dato.

Non sapendo chi sarebbe stato il nuovo Parroco eravamo un po’ preoccupati che non condividesse le nostre attività; invece, al suo ingresso si è mostrato del tutto disponibile e curioso riguardo ai progetti che avevamo portato avanti in Oratorio. Potrei raccontare diversi momenti vissuti insieme nella condivisione, ma uno su tutti è il primo soggiorno ad Assisi nel ponte dell’Immacolata. Una bella avventura, indimenticabile il clima di quei giorni… camminate, preghiere, canti e quante risate! Tasselli che permettono di costruire legami forti e sono esperienze che diventano “memoria della vita”. Subito avevo capito che era una persona nella quale non solo si facevano tangibili i doni dello Spirito Santo ma che ha saputo svelare tutta la sua straordinaria umanità, generosità, la sua intelligente ironia e simpatia. Anche in cose marginali come nel calcio dove aveva la battuta pronta quando doveva fare il tifo per il suo Milan!!!

Nel suo cammino ha intrecciato tante vicende umane, anche perché ha una grande capacità di coltivare relazioni e mettersi in ascolto. È entrato in tante case della comunità, ha condiviso momenti lieti e meno lieti, ha portato sorrisi, ha gustato deliziosi banchetti, ha asciugato lacrime e raccolto testimonianze di fede, di prova, di Amore. Uno scrittore diceva: «Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi». Don Pietro ha sempre visto con il cuore Agnosine e spesso le esortava ad un Amore che si apra, che si nutra di Dio. Senza dubbio ha lasciato un segno nel cuore di noi giovani: ci ha aiutato a non perderci e ci ha insegnato ad essere portatori di speranza.

Cosa posso dire ad un sacerdote, che lascia la sua missione per accoglierne un’altra?

Grazie per quanto donato, ti porgo i miei auguri affinché continui anche nella terra di Concesio ad essere uomo, sacerdote ed educatore perché educare è cosa di cuore!

Buona strada don.

don Pietro Chiappa

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