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Segni di comunione universale

30 Maggio 2026 | Edizione speciale 2026

a cura di Joseph, Elmon, Godwin, Alfredo, Mosè, Shan

Siamo seminaristi del Collegio Ecclesiastico Internazionale Sedes Sapientiae di Roma, tenuto dalla Prelatura dell’Opus Dei per l’educazione dei seminaristi diocesani provenienti da tutto il mondo.

Occasionalmente, in vacanza, oppure nei tempi forti dell’anno liturgico, siamo venuti a Concesio nell’Unità Pastorale San Paolo VI per condividere, con la comunità ecclesiale, le celebrazioni liturgiche e il tempo sacro, aiutando e imparando soprattutto nella vita pastorale, che – un giorno – affronteremo quando saremo sacerdoti.

Provenendo da Paesi lontani e da contesti molto diversi e culture differenti, abbiamo avuto sempre il timore iniziale di andare in un posto nuovo e d’incontrare persone sconosciute, ma presto tutto è svanito perché abbiamo avuto la grazia di essere accolti molto bene e calorosamente dalle comunità, dai sacerdoti e dalla gente. Siamo molto grati per questa esperienza e questo dono, trovando una casa lontano dalle nostre case, questo dono di amici, rapporti belli e anime unite nella preghiera in questo cammino della vita cristiana.

Al centro di questa bellissima esperienza c’è mons. Fabio Peli, che ogni volta che arriviamo ci ha accolti sempre sulla porta con un sorriso e un abbraccio fraterno caloroso, preparandoci qualcosa da mangiare sapendo che il viaggio era lungo da Roma. Don Fabio è un sacerdote che sa fare della sua Parrocchia una casa, tanto che, pur venendo da paesi diversi, non ci ha mai fatto sentire stranieri, ma sempre come parte del suo gregge. Il suo esempio ha veramente lasciato un segno profondo in ognuno di noi che l’abbiamo incontrato e abbiamo vissuto con lui, con il suo spirito accogliente e cordiale, simpatico e gentile, e sempre con una grande saggezza frutto di anni di esperienza di un sacerdote che ha dato la sua intera vita alla Chiesa e ai fedeli. Non ci ha mai fatto sentire la pressione della vita parrocchiale, ha rispettato la nostra libertà, esercitando molta pazienza con il nostro italiano poco raffinato, ed invitandoci sempre a partecipare alle attività, ma senza mai costringerci. Ci ha insegnato che la cosa più importante che un sacerdote deve avere, oltre a una profonda amicizia con Gesù, è un cuore grande e aperto, pronto ad accogliere tutti e a far sentire ognuno amato e a casa sua. Lui ha incarnato un comando del Signore (semplice, eppure talvolta trascurato da alcuni), che racchiude in sé una profonda chiamata per i sacerdoti: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mc 6,37). Nessun momento è perso, ognuno è una preziosa occasione per imparare. Questo cuore grande ci ha sempre ispirato e meravigliato: un sacerdote veramente secondo il cuore di Cristo, che ispira le nuove generazioni a voler servire e amare le persone. Egli è veramente un Padre, che sa far crescere i suoi figli, percorrendo la strada per primo così che anche noi possiamo percorrerla nel futuro. Per questo siamo profondamente grati di questo dono che non potremo mai ripagare, ma che terremo sempre nei nostri cuori quando saremo sacerdoti.

Ricambieremo più avanti, affinché il suo dono, il suo sorriso e la sua luce, ricevuti a Concesio, siano condivisi anche nelle Filippine, in Nigeria, in Messico, in Pakistan, in Sudafrica, in Ghana, in Tanzania e in tutti gli altri Paesi del mondo, in ogni Chiesa particolare in cui si troverà ciascuno di noi, arricchiti da questa opportunità unica di servire.

Ringraziamo con tutto il cuore mons. Fabio Peli ed i fedeli di Concesio per averci permesso questa esperienza che non sarà mai dimenticata.

Auguriamo per sempre la ricchezza e la fermezza della fede nella terra di Concesio: che continui a essere la terra di Paolo VI, una terra che conosca fede, speranza e carità! Al contempo ricordiamo nella preghiera anche il nuovo Parroco mons. Pietro, augurandogli un ministero fecondo sotto la protezione di San Paolo VI.

don Fabio Peli e i seminaristi

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