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Piccole matite nelle mani di Dio

30 Maggio 2026 | Edizione speciale 2026

A cura di di Alessandro Mabellini

Mettere nero su bianco pezzi della nostra vita o delle persone che hanno vissuto accanto a noi, mettendo un passo dopo l’altro al nostro ritmo, non è cosa da poco. Forse è qualcosa che sfiora l’impossibilità. Perché, in fondo, come diceva madre Teresa di Calcutta, siamo come piccole matite nelle mani di Dio: sono le nostre giornate ad essere la pagina bianca, e il nostro respiro e il nostro amore la grafite per tracciare, con i fratelli e le sorelle, un disegno o un racconto che è nella mente e nel cuore di Dio. Anche per questo, ogni parola rischia sempre di essere insufficiente.

E dunque, per raccontare don Fabio in questi dieci anni di ministero presbiterale a Concesio, ricorrerò piuttosto ad alcune immagini significative.

Parlando di don Fabio, torna spontanea proprio l’immagine già citata della piccola matita: la sua presenza umile, sensibile e discreta è stata vissuta nel pieno affidamento alla Provvidenza, nella fiducia in un Dio che è sempre all’opera per il bene dei suoi figli.

Per usare un’altra immagine ancora, don Fabio ha saputo vivere pienamente cosa significhi essere “cane da pastore” del gregge del popolo di Dio: una presenza autorevole ma affettuosa, consapevole di non poter condurre da solo il gregge, ma chiamato ad ascoltare il Pastore, il Buon Pastore, e a stare accanto a lui in piena fiducia. Così ha accompagnato le persone affidategli, perché non si disperdessero, ma continuassero a camminare insieme verso il pascolo, dove trovare nutrimento e ristoro.

L’anima caritatevole di don Fabio, già evidente nel servizio giovanile al Cottolengo di Torino e nella professione di infermiere prima dell’ingresso in Seminario, ha segnato profondamente il suo ministero presbiterale: nella cura, nell’ascolto e nell’accompagnamento discreto delle persone.

Ha saputo infine vivere una paternità spirituale innestata in Cristo, alimentata dalla preghiera e dalla Parola di Dio, sull’esempio del nostro concittadino Paolo VI, suo grande punto di riferimento.

Mi piace pensare che, proprio sui suoi passi, il cammino di don Fabio ricominci ora al Santuario delle Grazie, luogo profondamente montiniano, dove San Paolo VI celebrò la sua prima Messa.

Con gioia e sincera riconoscenza per il bene fatto in questi anni a Concesio, auguriamo a don Fabio un nuovo e lieto inizio. Accogliamo anche don Pietro, nuovo Parroco delle comunità di Pieve, Costorio e Sant’Andrea, certi che sapremo camminare insieme con affetto e stima.

Affidiamo don Fabio e don Pietro alla materna intercessione di Maria, che con il suo «sì» umile e deciso ha fatto della sua vita un dono per il mondo.

vignetta con don Fabio Peli

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