Home » Notiziario Unità Pastorale » Edizione speciale 2026 » Le chiavi della casa del Signore

Le chiavi della casa del Signore

30 Maggio 2026 | Edizione speciale 2026

A cura di don Roberto Soncina. Parroco di Castenedolo

Carissimo don Pietro,

ho accolto volentieri l’invito di don Michael ad offrire per le pagine del giornale parrocchiale, una semplice testimonianza per te, all’inizio del tuo nuovo ministero pastorale a Concesio. È un incrocio di “Dio-incidenze”, perché proprio sei anni fa, ancora don Michael, allora vicario a Castenedolo, chiedeva a te di scrivere un saluto, mentre mi accingevo ad entrare in Parrocchia. Tutto è scritto nel libro di Dio, e nulla accade per caso, e noi ci crediamo!

Ciò che ci lega è Qualcuno e Qualcosa di grande e di bello! Il sacerdozio di Cristo e un’amicizia nata il 5 ottobre 1992, quando, insieme ad altri nostri amici, ed ora confratelli, facevamo il nostro ingresso in Seminario.

L’amicizia è un’affinità che per noi si è consolidata non solo attraverso il nostro crescere in umanità, ma grazie e soprattutto al Sacramento dell’Ordine, per il quale abbiamo avuto l’immenso dono “di poter dare l’annuncio agli uomini”. E questo dono, in questi ventisette anni, a partire dal giorno della nostra Ordinazione il 12 giugno 1999, ha fatto sì che diventasse la modalità per rimanere legati, per vivere insieme anche ai nostri compagni di classe, esperienze e momenti talmente speciali, da divenire perfino rappresentativi e paradigmatici per altri.

Siamo per tutti la classe 1999, l’ultima del secolo e del millennio: quelli che si trovano spesso insieme, quelli che vivono gli esercizi e soprattutto le vacanze insieme, quelli che “non è importante dove si va, ma ciò che conta è fare in modo che ci siamo tutti”. La nostra amicizia ha come filo dorato un incontro con Cristo che ci ha cambiato la vita, che ci ha appassiona e per il quale abbiamo messo a disposizione tutto quello che siamo. I ricordi sono infiniti, ma non sbiadiscono col passare del tempo, così come le confidenze, i momenti gioiosi e tristi che hanno attraversato le nostre vite e nei quali abbiamo avuto sempre la certezza che ciò che scrivemmo come motto «io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo», è verità.

Per voi che vi state preparando ad accogliere un nuovo pastore, sono certo che troverete in don Pietro, l’anima di un sacerdote sensibile, una fede cristallina, empatico e con una formidabile capacità di entrare in relazione.

Una delle cose che personalmente ho sempre ammirato in lui è il dono di non lasciare mai indietro nessuno, una capacità di mettersi nei panni degli altri, specialmente di chi vive situazioni faticose e dolorose, con naturalezza e amore. Da buon lumezzanese, troverete in lui la propensione tipica valgobbina del lavoro senza risparmio; un impegno e una intraprendenza capace di generare collaborazione e corresponsabilità.

Imparando a conoscerlo, sono certo che passerà poco tempo e volergli bene vi verrà naturale, perché lui è così: sereno, generoso e affidabile.

Caro don Pietro, ti prepari, per la seconda tua esperienza da Parroco, e lo fai con un grande desiderio nel cuore – messo da parte per questi anni nei quali, in spirito di obbedienza, ma sempre volentieri, hai vissuto un ministero impegnativo e di grande responsabilità – perché hai la gente nel tuo DNA. Tu sei fatto per “stare” con un popolo, e siccome ti conosco, sono certo che saprai essere “pastore secondo il cuore di Dio”. Molte volte, infatti, mi hai confidato quanto ti mancasse il contatto diretto con una comunità da amare e con la quale condividere la quotidianità dei giorni, la bellezza delle gioie e dei dolori di chi con noi cammina.

Il Signore, attraverso la volontà del Vescovo, ti ha ascoltato! Anzi, direi, siccome Dio è generoso, non te ne ha data una, ma ben tre di Parrocchie! Benediciamo il Signore!

Nel rito di ingresso, c’è un momento, tra i tanti significativi del ministero pastorale, nel quale al nuovo Parroco vengono consegnate le chiavi, accompagnato da queste parole: «Ricevi le chiavi della casa del Signore, tu che per comando del vescovo incominci oggi il tuo servizio sacerdotale in questo tempio dedicato a Dio onnipotente e alla gloria del Santi, riconosci in esso il simbolo di quel tempio spirituale, fatto di pietre vive e scelte, che lo Spirito edifica a gloria di Dio Padre». Che bello questo gesto! Le chiavi simboleggiano tante cose: aprire e chiudere, il legare sciogliere evangelico, il custodire, il tramandare. Quelle chiavi ci ricordano che, così come è tradotto dal latino «tradere», noi diventiamo parte di una tradizione o per meglio dire, di una «consegna». In quelle chiavi ci è consegnata la storia di una comunità, la sua fede, fatta di volti preziosi, di storie e di vite del passato e di oggi. Anche noi, anche tu ne farai parte come custode, testimone e responsabile. Ma quelle chiavi simboleggiano anche la familiarità, perché si consegnano a chi è degno di fiducia ed è affidabile; perciò, questa è la fiducia che ti è messa fra le mani dal Signore, il buon pastore e vero custode della casa di Dio. Ed infine, quelle chiavi, siano un augurio, affinché, con la Grazia di Dio e del ministero, tu possa aprire i cuori dei tuoi fedeli e portarli al Signore!

Invoco su di te la benedizione e l’intercessione speciale del nostro grande Santo bresciano, Paolo VI, concittadino illustre di Concesio, affinché possa illuminarti con la saggezza pastorale con la quale lui amò e servì la Chiesa di Cristo.

Un abbraccio, e buon cammino.

foto sacerdoti

ARTICOLI DELLA CATEGORIA Edizione speciale 2026

errore: Per motivi di diritti d'auore i contenuti di questo sito sono protetti.