Come un padre

30 Maggio 2026 | Edizione speciale 2026

A cura di don Michael Tomasoni

Sono arrivato a Concesio nel settembre 2021, quando le misure anti-Covid erano ancora il nostro “pane quotidiano”. Iniziavo allora una nuova e inedita avventura – sia per me che per la comunità – come Curato degli Oratori di ben quattro Parrocchie, appena unite ufficialmente nell’Unità Pastorale.

Ciò che ha rassicurato da subito il mio cuore, allora pieno di apprensione, è stata la consapevolezza di essere affidato a un Parroco descritto da tutti i confratelli come un “pastore buono”: don Fabio. In questi anni ho potuto constatare quanto questo fosse vero. Don Fabio è stato per me e per Concesio una guida saggia e un servo umile. Tra noi si è instaurata una sintonia profonda, una complicità bella che ha trasformato la collaborazione pastorale in un’autentica fraternità sacerdotale. Nei momenti più complessi, ha saputo sostenermi con una discrezione e uno spirito di condivisione rari. Per me è stato, davvero, come un padre.

Vivere il ministero di Parroco a Concesio, terra natale di San Paolo VI, richiede una sensibilità particolare. Don Fabio, con il suo tratto sobrio, è stato maestro di comunione anche nelle prove più difficili. La sua “arma segreta” è sempre stata il rapporto con Cristo: non dimenticheremo le sue maratone di preghiera tra le navate della Basilica della Pieve, né l’abitudine di tenere tra le mani la corona del Rosario, che spesso donava agli ammalati visitati.

La sua carità ha allargato i nostri orizzonti: dal legame con la Chiesa greco-cattolica in Romania all’accoglienza sovrabbondante di seminaristi e sacerdoti da ogni parte del mondo, ci ha fatto respirare l’universalità della Chiesa, insegnandoci che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Resterà un mistero come facesse ad avere sempre le tasche piene di caramelle, “bottino” sicuro per la gioia dei più piccoli!

Non posso poi dimenticare le trasferte romane. Nell’ultima volta abbiamo pure incontrato Papa Leone! Avrà pure qualche vantaggio essere i preti del paese natale di San Paolo VI. Ma, oltre a questo, grazie alla stima di cui gode, abbiamo visto aprirsi porte prestigiose, fino all’emozione dell’udienza privata con Papa Francesco per le comunità di Concesio e Sotto il Monte.

In ogni occasione, ho visto in lui un uomo capace di ascoltare il sussurro dello Spirito.

Sono grato al Signore per questi anni vissuti al suo fianco come un figlio. Non nego che avrei voluto condividerne altri ma, si sa, la vita del prete è così: di casa dappertutto, ma con le radici solo in Alto.

Ora siamo pronti a continuare il cammino con il nuovo pastore che il Signore, attraverso il Vescovo, ci ha inviato.

Caro mons. Pietro, arrivi in una comunità dalle radici antiche e orgogliosa del suo legame con il “Papa della civiltà dell’amore”. Ti accogliamo a braccia aperte, pronti a camminare insieme e a sognare nuovi orizzonti. Troverai in me, negli altri sacerdoti e in tutti i collaboratori una terra pronta a essere coltivata e un sostegno leale.

Parecchie saranno le occasioni nelle quali scoprirai il Signore all’opera e avrai anche l’opportunità di conoscere più da vicino la figura di Papa Montini.  Le sfide non mancheranno ma ti assicuriamo già che non dovrai affrontarle da solo.

Grazie, mons. Fabio, per la tua testimonianza di fede, di comunione, di lavoro indefesso e di umiltà.

Benvenuto, mons. Pietro: Concesio ti aspetta e ti vuole già bene!

Papa Papa Leone XIV mons Fabio Peli don Michael Tomasoni

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